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Impatto del Bostrico sul turismo Alpino, possibili scenari e strade per affrontare il cambiamento

Il bostrico, un insetto parassita noto per la sua capacità di decimare vasti tratti di foreste secolari, ha iniziato a lasciare la sua impronta sui paesaggi alpini di Trentino Alto Adige e Veneto.

Questo fenomeno si è verificato a seguito della tempesta Vaia, la grande quantità di legname abbattuto ha fornito al bostrico un ambiente ideale per moltiplicarsi e le stagioni sempre più calde e secche hanno ulteriormente favorito la sua espansione. Da alcuni anni assistiamo a una fase pandemica del bostrico durante la quale l’insetto si moltiplica incontrollabilmente e attacca indistintamente alberi deboli, danneggiati o abeti perfettamente sani.

Questa escalation sta avendo conseguenze drammatiche con la morte di interi boschi e la distruzione di ampie aree di foresta secolare. Questo cambiamento repentino e devastante è una fonte di preoccupazione per il settore turistico di queste regioni, data la potenziale minaccia alla bellezza paesaggistica di queste aree.

Impatto sul paesaggio

I focolai di bostrico non solo cambiano l’equilibrio delle foreste, ma minacciano anche la loro estetica. L’appeal di un paesaggio naturale è un fattore di attrazione cruciale per i visitatori, e gli studi mostrano che i focolai di bostrico possono influenzare negativamente l’esperienza dei turisti, influendo sulla loro decisione di visitare nuovamente l’area. Le valli che hanno basato la loro offerta turistica sulla bellezza delle foreste secolari potrebbero subire il maggior impatto.

Nel contesto del “turismo di lusso”, nuovo trend inseguito da alcune vallate, gli standard elevati e la capacità di spesa dei turisti possono facilmente indurli a scegliere destinazioni non colpite da questo fenomeno. Al contrario, le aree che si basano sul turismo di prossimità potrebbero risentire meno dell’impatto del bostrico.

Dissesto Idrogeologico

L’impatto del bostrico sulle foreste può avere ripercussioni significative anche sulla stabilità dei pendii montani. Pendii che una volta erano sicuri potrebbero diventare instabili e soggetti a frane, richiedendo un grande lavoro di stabilizzazione. Questo potrebbe comportare l’inevitabile modifica del paesaggio o, in alcuni casi, la chiusura di aree precedentemente accessibili per motivi di sicurezza.

Filiera del Legno

Il turismo rappresenta la principale fonte di entrate finanziarie per le vallate alpine. Tuttavia, in alcune vallate, la filiera del legno riveste ancora un ruolo importante. L’attacco del bostrico potrebbe mettere in crisi l’intera filiera del legno e, di conseguenza, l’economia locale. L’eventuale assenza del flusso di cassa proveniente dalla gestione del legno potrebbe privare le risorse necessarie per la cura del territorio, innescando un circolo vizioso.

Oggi la filiera del legno è un asset anche per il turismo che ha saputo valorizzarne sia la cultura che i prodotti finali spesso legati al marchio d’area.

Consapevolezza per una Nuova Comunicazione Turistica

La trasformazione paesaggistica imposta dal bostrico sull’ambiente alpino pone una sfida di adattamento non solo per le comunità locali ma anche per l’offerta turistica. Questa nuova realtà richiede un cambio di strategia nella comunicazione turistica, che deve affrontare la complessità di questo fenomeno e integrarlo nel racconto del territorio.

Da Bellezza Naturale ad Educazione Ambientale

Il dilagante fenomeno del bostrico nelle foreste del Trentino Alto Adige e Veneto rappresenta una sfida significativa, impone un ripensamento dei modelli turistici tradizionali.

Fino ad ora, la comunicazione turistica ha privilegiato l’immagine di foreste immacolate e paesaggi intatti. Ora, con l’impatto del bostrico, è necessario ripensare questo approccio. Si potrebbe passare da una comunicazione che enfatizza la bellezza naturale ad una che enfatizza l’educazione ambientale. Le visite guidate potrebbero diventare opportunità di apprendimento, in cui i visitatori possono apprendere non solo sulla biodiversità della foresta, ma anche sui pericoli che la minacciano.

Per quanto la situazione possa sembrare difficile, offre anche un’opportunità per promuovere un turismo più consapevole e responsabile. Narrare storie di coesistenza tra l’essere umano e la natura, mettere in evidenza come le comunità locali si sono adattate ai cambiamenti ambientali nel corso del tempo, fornendo una prospettiva più ampia sulla relazione tra l’essere umano e la natura.

È essenziale, quindi, attivare un processo attivo di adattamento per il turista, dovrà essere accompagnato verso il turismo del futuro. L’obiettivo è evitare uno shock derivante da un cambiamento repentino e non annunciato, guardare oltre la visione stereotipata della montagna per abbracciare un’immagine più autentica che riflette la verità di una natura in continua evoluzione.

Davide Rigon

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