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Nuove opportunità per i territori grazie ai contributi pubblici per lo Sviluppo Turistico Montano

L’attuazione del PNRR e l’avvicinarsi dell’evento olimpico di Milano-Cortina 2026 determinano una concomitanza di eventi più unica che rara, che rende disponibilità di fondi e interessi degli enti pubblici per lo sviluppo turistico montano particolarmente elevata.

Un’occasione per certi versi irripetibile che merita di essere colta e sfruttata anche e soprattutto per tutte quelle località da anni ferme al palo in cerca di possibili risorse per il rilancio. Il pensiero va alle realtà che, per svariati motivi, non hanno saputo o potuto preservare la propria economia turistica e oggi si trovano con situazioni con impianti di risalita dismessi in attesa di riconversione, alberghi e altre strutture ricettive chiuse o sottoutilizzate.

Non sono da meno le località che, pur avendo mantenuto in attività gli impianti di risalita, li amministrano in costante deficit di gestione, con un costante apporto di risorse pubbliche per garantirne il funzionamento e la manutenzione. 

Sfruttare efficacemente i bandi che erogano contributi pubblici non è, tuttavia, sempre agevole.

Lunedì 19 giugno, a Milano, ne ho parlato nel mio intervento in rappresentanza dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Busto Arsizio al Convegno “Il Turismo in Italia, patrimonio valoriale e leva di sviluppo per la nazione”, organizzato dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Avvocati di Milano, che ha visto l’intervento di diversi professionisti, nonché di esponenti di rilievo del mondo accademico e politico-istituzionale, come il Ministro del Turismo, Daniela Santanché.

Il mio intervento si è soffermato sulle criticità operative dei bandi, spesso ricchi di elementi di incertezza e dubbia interpretazione che mettono in difficoltà sia le imprese partecipanti che la stessa pubblica amministrazione, chiamata a pronunciarsi su controverse interpretazioni.

In questo contesto non mancano i casi di operatori che partecipano ai bandi e si vedono precluso l’accesso ai contributi per questioni meramente formali e burocratiche.

Ciò avviene in particolare con riguardo alle piccole realtà, spesso le più bisognose di contributi, le quali per le ridotte dotazioni economiche a disposizione partecipano ai bandi senza l’adeguato supporto dei necessari professionisti.

Certificare la sostenibilità delle opere

Di particolare criticità l’aspetto economico: molto spesso l’analisi economica si sofferma unicamente ai costi d’investimento necessari per realizzare un progetto senza effettuare un’adeguata analisi sui costi di gestione prospettici.

Ciò ha determinato diverse situazioni che hanno portato alla nascita di cosiddette “cattedrali nel deserto”. Per questo motivo, uno degli auspici dei commercialisti presenti nel convegno è stato quella di un chiaro intervento legislativo che introduca la figura di un professionista certificatore della sostenibilità delle opere che ricevono finanziamenti agevolati e a fondo perduto, analogamente a quanto prevede la legislazione vigente in ambito di crisi d’impresa e bonus edilizi.

Una necessità in parte già recepita dal legislatore: ad esempio nel “Fondo per l’ammodernamento, la sicurezza e la dismissione degli impianti di risalita” in apertura il prossimo 21 luglio, i contributi pubblici erogati saranno stabiliti con la tecnica del “Funding gap” calcolato come differenza tra il costo dell’investimento e il risultato operativo prospettico attualizzato, il tutto unito a una graduatoria di merito in cui una parte notevole del punteggio deriva anche dalla sostenibilità del piano economico-finanziario allegato alla domanda di partecipazione.

Il sopra menzionato fondo, gestito dal Ministero del Turismo e valevole a livello nazionale, sovvenziona la ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione di sistemi che consentano l’innevamento delle piste quali vasche o bacini di approvvigionamento idrico e altre soluzioni innovative; la sostituzione, dismissione o ammodernamento degli impianti di risalita e la realizzazione di progettualità innovative in ambito snow-farming.

Altra importante misura nazionale per il rilancio turistico dei piccoli comuni montani è rappresentata dal “Fondo per i piccoli comuni a vocazione turistica”, in apertura al 17 luglio, riservato ai comuni con meno di 5.000 abitanti, che incentiva interventi innovativi nell’ambito dell’accessibilità, della mobilità, della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale.

Da non dimenticare, inoltre, i progetti in ambito “Green Communities” in fase di attivazione in tutta Italia, che mirano a creare comunità locali montane coordinate e associate tra loro che vogliono realizzare insieme piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale. In Piemonte, dal 6 luglio, è aperto un bando dedicato allo sviluppo di queste realtà e tra gli interventi esemplificati non mancano l’efficientamento energetico, la rigenerazione di infrastrutture turistiche preesistenti, piani per incrementare l’utilizzo degli impianti di risalita esistenti anche per attività da svolgere in assenza di manto nevoso.

Per concludere, da non dimenticare le agevolazioni strettamente dedicate alle imprese funiviarie: dal 3 luglio è attivo il bando nazionale “Energia in Vetta” che assegna un contributo a fondo perduto sulle maggiori spese energetiche sostenute nell’ultima stagione invernale per effetto del caro energia.

Recentemente aperto anche il bando di Regione Lombardia “Innevamento 2023” che assegna un contributo per le spese energetiche, di approvvigionamento idrico e consumo carburante dei mezzi battipista per le stazioni sciistiche lombarde dotate di impianti di innevamento programmato.

Da non dimenticare, infine, che impianti di risalita, di innevamento programmato e mezzi battipista sono inclusi tra i beni strumentali agevolati dal piano nazionale Industria 4.0 con la possibilità di ottenere, seppur con percentuali inferiori rispetto agli anni passati, crediti d’imposta e contributi conto interessi su finanziamenti bancari (“Nuova Sabatini 4.0”).

Dott. Davide Franchi

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